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5 falsi miti sullo Smartphone

Ecco 5 convinzioni diffuse sul telefono cellulare da sfatare, una volta per tutte.

Bisogna sempre spegnere il cellulare in volo

Il messaggio registrato trasmesso in volo è rimasto sempre lo stesso, ma le cose sono cambiate. Nella maggior parte dei modelli di smartphone oggi in commercio può essere infatti impostata la modalità “aereo”. Questa permette di disabilitare la ricezione di chiamate e il traffico dati consentendo tuttavia l’uso delle altre applicazioni presenti all’interno del telefono. Un’ottima alternativa per poter fotografare il panorama, durante il volo.

Il cellulare smagnetizza le carte di credito

Questo mito è solo parzialmente vero: lo smartphone può effettivamente smagnetizzare le carte di credito o bancomat, ma soltanto se viene tenuto vicino a questo per un tempo prolungato. La smagnetizzazione può sì avvenire a causa delle onde magnetiche emanate dal cellulare, ma può dipendere anche dal tipo di portafoglio nel quale vengono tenute le carte di credito.

La batteria si “frigge” se tenuto troppo in carica

Questo l’abbiamo sentito dire tutti, almeno una volta nella vita. La leggenda vorrebbe che, se la carica del telefono è completa e questo viene tenuto ancora collegato alla presa di corrente, la batteria si consumerebbe e inizierebbe a durare sempre meno. Con le batterie di ultima generazione questo risultato è da escludere: una volta completatasi la carica, all’interno dello smartphone non passa più corrente.
Questo perché la maggior parte dei dispositivi che sono muniti di batterie agli ioni o ai polimeri di litio (e non le più vecchie al nichel-cadmio) hanno incorporato un circuito che chiude l’alimentazione della batteria, quando la carica è al massimo. Quando questo si verifica, lo smartphone è alimentato bypassando la batteria che quindi non si scarica.

Con il tempo, lo smartphone diventa più lento

Non è il tempo a rallentare il cellulare, ma i dati accumulati nella memoria del dispositivo. Le varie applicazioni installate sul proprio smartphone, infatti, a lungo andare ne rallentano le prestazioni. Non si tratta insomma di un “invecchiamento naturale” del cellulare, bensì di un processo che può essere facilmente evitato. Come? Eseguendo periodicamente dei backup ed eliminando le applicazioni inutilizzate.

Non esistono virus per gli smartphone

Partiamo dal presupposto che un link può essere pericoloso a prescindere dal telefono con il quale si sta navigando in rete. La prudenza non è mai troppa, per quanto riguarda il rischio di incappare in virus informatici. Inoltre, non è affatto vero che gli smartphone sono immuni a questo tipo di attacchi. Proprio per questo motivo, ultimamente, molti antivirus si sono specializzati sulla protezione del cellulare.
Sono di tre tipi i virus che si possono impossessare degli smartphone:

  • risktool: non rappresentano una vera e propria minaccia, sono infatti delle applicazioni che contengono un numero di permessi necessari rappresentare potenzialmente rappresentare un problema, senza però necessariamente esserlo;
  • adware: queste sono applicazioni che continuano a trasmettere sul cellulare banner e messaggi pubblicitari;
  • trojan: programmi che appaiono come applicazioni benigne o nascoste all’occhio dell’utente, che mirano ad ottenere informazioni personali (spyware) o l’estorsione di denaro (ransomware).

Gli antivirus più comuni tendono a individuare il virus, ma è l’utente che deve metterlo in quarantena. Il rischio si scongiura se si scaricano le applicazioni dagli store autorizzati, non si dovrebbe incorrere in tali rischi.