Prodotto dalla One2One S.r.l., Armadillo è una pellicola liquida per la Protezione di tutti i tipi di schermo per Smartphone e Tablet

 

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Smartphone e acqua, come evitare inutili danni

Molte situazioni possono portare i nostri dispositivi mobili a danneggiarsi con liquidi vari.

Schizzi d’acqua in piscina o al mare, pioggia o anche impreviste immersioni nel lavello della cucina e persino nel wc. Vediamo in che modo è possibile proteggere cellulari e tablet, ma anche cosa fare quando ormai l’irreparabile è accaduto.

Generalmente smartphone e acqua non vanno molto d’accordo, a meno che non si abbia uno di quei costosi cellulari impermeabili. La verità è che oggi siamo abituati a portarli ovunque ed utilizzarli per fare moltissime cose: dall’invio di email alla ricerca del ristorante; dalla lettura dei quotidiani all’ascolto di musica, ma anche per trovare ricette o seguire tutorial di cucina.

Esponiamo così i nostri smartphone e tablet a possibili danneggiamenti, perché vogliamo tenerli sempre a portata di mano, anche durante le faccende domestiche. Può succedere ad esempio di rispondere con le mani ancora bagnate e che il cellulare finisca per sgusciare via ed inabissarsi giusto in quella bacinella che abbiamo appena riempito d’acqua.

Forse non tutti lo sanno, ma la garanzia non copre i danni causati dall’acqua, o meglio da qualsiasi liquido.

Smartphone e acqua: “Prevenire è meglio che riparare!”

Il binomio smartphone e acqua sarebbe, quindi, assolutamente da evitare. Tuttavia, se proprio non riusciamo a tenere il nostro cellulare lontano da un certo tipo di situazioni, allora dovremmo pensare a delle possibili precauzioni.

Se si tratta di proteggere i nostri dispositivi da eventuali schizzi e gocciolii vari, o anche dalla pioggia, la soluzione ideale è la protezione liquida che offre Armadillo. Questa crea uno strato estremamente sottile e impermeabile, in grado di difendere persino dai liquidi, senza alterare il 3D touch.

Smartphone e acqua: ecco come agire in caso sia finito in acqua

Al contrario, se siamo molto più maldestri e vogliamo evitare di danneggiare smartphone e tablet con l’acqua, dovremo per forza optare per un cellulare con una certificazione IP 67 o 68. La sua seconda cifra indica proprio il grado di impermeabilità del nostro dispositivo.
In particolare, il 7 permette una immersione temporanea fino a 1 metro di profondità; mentre l’8 consente un’immersione continua fino a oltre 1 metro.

Ma cosa fare se il nostro cellulare finisce in acqua e non è affatto impermeabile? Ecco una semplice e veloce guida per cercare di recuperare il recuperabile in 10 passi.

  1. In un’evenienza simile la prima azione da compiere è quella di tirare immediatamente fuori dall’acqua il dispositivo. L’ideale è metterlo in posizione verticale in modo che l’acqua non arrivi più in profondità.
  2. Cercare, quindi, di muoverlo il meno possibile, senza premere alcun tasto.
  3. Non accenderlo, anzi spegnerlo nel caso sia acceso.
  4. Togliere la cover protettiva.
  5. Rimuovere la batteria ed estrarre la scheda Sim e la micro SD.
  6. Asciugare delicatamente, tamponando con un panno, tutti i vari componenti. È importante non utilizzare phon o altre fonti di calore, che potrebbero provocare ulteriori danni.
  7. Riporre lo smartphone in un sacchetto dotato di zip di chiusura, in cui avrete messo del riso o del gel di silice (anche se quest’ultimo è un po’ più difficile da reperire!).
  8. Lasciare che il riso assorba tutta l’umidità per almeno 2 o 3 giorni.
  9. La batteria potrebbe richiedere ulteriori 24 ore per asciugarsi completamente.
  10. Rimontare tutti i componenti, incrociare le dita e provare ad accendere il cellulare.